Il Corano e l'islam, studio storico e geo-politico > Nascita
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capitolo chapitre 1

Quando la rivalità tra i popoli semitici dà origine al Corano

Gli Arabi - in parte usciti dalla stessa etnia degli Ebrei (5) - avevano sempre invidiato i « figli d'Israele » che si vantavano di possedere il « vero libro di Dio » (la Thorah o Pentateuco) e i dieci comandamenti fondamentali trasmessi da Geova (una volta tanto « direttamente », senza intermediari) a Mosé sul monte Sinai. Essi invidiavano soprattutto la coesione che esisteva fra le tribù israelite, coesione derivante dalla loro unità religiosa molto più che dalla loro unità sociale o culturale. Adepti di culti « pagani » molto antichi (come il culto della luna e delle stelle), le tribù beduine erano in opposizione agli Ebrei. Gli Arabi del deserto erano sempre in guerra fra di loro, vivendo essenzialmente delle « razzie » (« ghazou » in arabo) che effettuvano nelle rare regioni fertili della penisola (particolarmente sulle coste dell’attuale Yemen). Gli ebrei avevano rinunciato da molto tempo al nomadismo e alle pratiche di guerra per diventare sedentari e dedicarsi ad attività agrarie e commerciali.

Ancora oggi, i culti preislamici si ritrovano nel rituale dei pellegrini della Mecca dove una pietra « lunare » di colore nero (un meteorite) è incastonata in un muro della« Ka’ba » (tempio in Arabo). E' questa pietra che Maometto andò a toccare con le mani quando, dopo essere entrato nella città natale a capo del suo esercito (nell’annno 8 dell’Egira, verso la fine del mese di Gennaio dell’annno 630), forzò, in armi, le porte del tempio per farvi distruggere i 360 e passa idoli che conteneva.

Nella Ka’ba, Maometto non fece conservare che la pietra nera, che, pur non avendo forma umana o animale, era nondimeno un « idolo », un « feticcio » preislamico. E' toccandola che lanciò il famoso grido di guerra : « Allah akbar », cioè « Dio è grande » (6). Non si può dunque che sorridere quando i musulmani trattano come animali gli « infedeli che adorano degli idoli » ; quando si immagina Maometto mentre onora il suo « Dio supremo » baciando una pietra carica di tutte le vecchie superstizioni dell’Arabia preislamica. E' come se il Papa venisse ad onorare il Dio dei cristiani prosternandosi ai piedi dei menhir di Carnac !

Maometto, pecoraio zotico che non sapeva né leggere, né scrivere, aveva ricevuto l’insegnamento da qualche parente prossimo e da un eremita cristiano (8) che conoscevano più o meno bene i testi che costituivano i fondamenti dell'ebraismo e del cristianesimo.
Maometto fece ciò che oggi si chiamerebbe una « patacca mediatica » rinnovando, a modo suo, la storia del « profeta » che afferma di aver sentito delle voci « divine » che lo invitavano a registrare e ritrasmettere gli « ordini di Dio ».

Si noterà d'altronde che gli Arabi, sempre molto abili nell'arte di giocare con le parole, non fanno praticamente mai menzione di Maometto quando citano Il Corano. Parlano come se questo libro fosse stato veramente scritto dal loro Dio unico. Dicono « Dio che ha detto » o « Dio che ha comandato » mentre Il Corano è la trascrizione delle cose riferite da un uomo che pretendeva d'averle sentite da un intermediario e non da Dio stesso. Per i musulmani, Maometto non fu per finire che un semplice « porta-voce di un porta-voce », cosa che permette loro di « cancellare » le numerosissime contraddizioni che sono associate a questo personaggio ambiguo. Confondono, inoltre, le nozioni di fede (imân) e di sottomissione totale a Dio (islâm). Chi pretende aver fede deve sottomettersi senza condizioni alla parola di Dio, dunque al Corano.

Il trucco della « rivelazione » è vecchio quanto il mondo. Funzionava particolarmente bene nei tempi lontani in cui le grandi masse di uomini e di donne erano analfabete e in cui non esistevano ancora ospedali psichiatrici.
Se fosse vissuto nel XIX secolo, Maometto avrebbe finito i suoi giorni in un piccolo androne imbottito, così come Josuah (Gesù in ebraico) e qualcun'altro.
Verso la fine del XX secolo, una ricetta adatta di pastiglie sarebbe potuta bastare a far tacere « l'arcangelo Gabriele » ! Si noterà d'altronde che nessun « profeta » è stato preso sul serio da quando la scienza ha fatto progressi e l'educazione si è imposta.
Oggi come oggi, un un Tizio occidentale visitato dall'« angelo Gabriele di Maometto » farebbe ridere, non ci sarebbe che qualche credulone a seguire un tale mannaro e le leggi gli impedirebbero di nuocere oltre che ad un cerchio più o meno ristretto di fedeli raggruppati in una setta identica a quelle che pullulano su tutti i continenti.
Le vecchie religioni monoteiste - quelle sulle quali si fondano numerosi interessi politici un po' dappertutto nel mondo – persistono tuttavia a presentarci profeti e messia vecchi di più di un millennio e di cui non potremo mai sapere se fossero abili manipolatori o pazzi furiosi. E' molto comodo !

rencontre du jeune Muhammad avec un moine chrétien nommé
	Bahira

Questa miniatura, che orna un manoscritto arabo rappresenterebbe l'incontro del giovane Muhammad con un monaco cristiano chiamato Bahira. Costui gli avrebbe predetto la sua « missione profetica ». Non si tratta tuttavia che d'una leggenda che fu inventata dopo la sua morte da musulmani che volevano migliorare l'immagine del « profeta » presso i « fedeli ». Sulla sua testa, si vede un personaggio venuto dal cielo (forse un « angelo ») che versa sulla sua testa gli « oli santi » che dovevano fare di lui un personaggio « unto da Dio » (avendo ricevuto l'unzione divina).
Qui si naviga in piena mitologia giudeo-cristiana adattata in salsa islamica.

Conviene fin d'ora « torcere il collo » a due idee preconcette che i musulmani brandiscono come altrettante « prove » del carattere divino del Corano e della leggittimità di Maometto come profeta :

  1. Se Il Corano fosse stato scientemente inventato da Maometto, non avrebbe potuto crederci con tanto fervore per più di vent'anni, fino a rischiare di farsi uccidere.
     

  2. Il corano non può essere stato scritto da Maometto perchè nessuno ha mai scritto un libro con quello stile e in quelle circostanze.

Davvero ?

Invece di lanciarsi in dotti ragionamenti per sapere se queste due affermazioni sono false o vere, è molto più semplice porsi le domande seguenti :

  1. Esiste un profeta che ha fondato una religione scrivendo un libro, e che ha creduto con fervore per più di 20 anni in ciò che diceva, eventualmente fino a rischiare di farsi uccidere per le sue convinzioni, ma... di cui si è riusciti a dimostrare che il suo libro era una menzogna costruita copiando qua e là ?
     

  2. Esiste un profeta che ha scritto un libro in un nuovo stile e che non assomiglia a nessun altro, libro che questo profeta rivendica come parola di Dio, libro che questo profeta afferma essergli stato dettato da Dio in circostanze soprannaturali ?

La risposta a queste due domande è... SI !

E non solo la risposta è si ma, fra i tre profeti che noi abbiamo scelto per illustrare le nostre affermazioni, due sono contemporanei e sempre molto viventi ! Lo sciovinismo dei Francesi sarà soddisfatto. Non contenti di essere contemporanei e in vita, questi profeti sono tutti e due Francesi.

1. Un primo profeta che ha fondato, nel XIX secolo, una religione scrivendo un libro, che ha creduto per più di 20 anni in ciò che diceva ma di cui si è riusciti a dimostrare che il suo libro era una menzogna costruita copiando qua e là, questo profeta si chiama Joseph Smith.

Joseph SmithE' nel 1830 che questo pioniere-profeta Americano ha pubblicato il suo libro « rivelato » (da un essere resuscitato...) intitolato : « Il libro di Mormon ».
La sua religione, La Chiesa Di Gesù Cristo Dei Santi Degli Ultimi Giorni, è la religione ufficiale dello stato Americano dello Utah, la cui capitale, Salt Lake City, è stata fondata dagli adepti di questo profeta (adepti che oggi passeggiano abitualmente in bicicletta, con una camicia bianca e sono più conosciuti col nome di « mormoni »).
E' dimostrato che il libro fondatore della religione dei mormoni è un plagio d'un romanzo pubblicato nel 1812, con dei riferimenti alla Bibbia.
Joseph Smith sosterrà caparbiamente per tutta la sua vita che la sua storia era perfettamente autentica, persino quando si ritroverà in prigione, in cui sarà assassinato per le sue convinzioni.

Dunque è perfettamente possibile fondare una religione scrivendo un libro plagiato su altri, specialmente La Bibbia, pur credendo con fervore nella propria menzogna per più di 20 anni, fino a farsi uccidere se è necessario : Maometto ha perfettamente potuto fare altrettanto.

2. Un altro profeta, contemporaneo quest'altro, che ha fondato una religione scrivendo un libro, e che ha creduto con fervore per più di 20 anni in ciò che diceva ma di cui si è riusciti a dimostrare che il suo libro era una menzogna costruita copiando qua e là, questo profeta si chiama Claude Vorilhon. Si fa chiamare Raël, o più semplicemente « Sua Santità Raël » da quando ha avuto gli onori della cronaca all'inizio del 2003 affermando di essere all'origine della nascita del primo clone umano.

Claude Vorilhon, alias RaëlE' nel 1973 che il giornalista-profeta Claude « Raël » Vorilhon ha pubblicato il suo libro « rivelato » (da un extra-terrestre...) intitolato : « Il libro che dice la verità ».
La sua religione, la religione Raeliana, è ufficialmente riconosciuta dal governo del Canada.
E' dimostrato che il libro fondatore della religione raeliana è un plagio di un'opera della fine degli anni 60, con riferimenti alla Bibbia.
Claude Vorilhon continua a sostenere caparbiamente che tutta la sua storia è perfettamente autentica e afferma di essere pronto a morire come martire per le sue convinzioni.

E' dunque dimostrato che è perfettamente possibile fondare una religione scrivendo un libro plagiato su altri, speciamente La Bibbia, pur credendo con fervore nella propria menzogna per più di 20 anni, fino a farsi uccidere se è necessario : Maometto ha perfettamente potuto fare altrettanto.

3. Il profeta che ha scritto un libro in un nuovo stile e che non assomiglia a nessun altro, libro che questo profeta rivendica come parola di Dio, libro che questo profeta afferma essergli stato dettato da Dio in circostanze soprannaturali, questo profeta si chiama Michel Potay.

Michel PotayE' nel 1987 che questo prete-profeta ha pubblicato il suo libro « rivelato » (da Gesù poi da Dio...) : « La rivelazione d'Arès ».
Michel Potay ha fondato il movimento dei pellegrini d'Arès ed ha riunito intorno a lui abbastanza adepti per diventare « Fra Michele », e vedere il suo movimento catalogato come setta, che per finire non è che la forma embrionaria e virulenta delle religioni.
Michel Potay afferma che la prima parte del libro gli è stata dettata da Gesù apparso sotto forma umana in 40 riprese. La seconda parte gli sarebbe stata dettata da Dio, apparso in 4 riprese nella forma di un bastone di luce. E' in questa seconda parte del libro che lo stile è nuovo e non assomiglia a nessun altro, altrettanto « inimitabile » quanto lo stile del Corano
Basta leggere questo libro « rivelato » per accorgersi che il libro fondatore del movimento dei pellegrini d'Arès è un plagio della Bibbia e del Corano insieme, costruito copiando qua e là nella seconda parte.

Qui di nuovo, abbiamo dimostrato che è possibile scrivere un libro plagiato su altri, in particolare la Bibbia, in un nuovo stile e che non assomiglia a nessun altro, che si rivendica come parola di Dio e di cui si afferma essere stato dettato in circostanze soprannaturali : Maometto ha perfettamente potuto fare altrettanto.

Riassumendo, è perfettamente dimostrato che si può, consciamente o inconsciamente, mentire come un falso dentista scivendo, in uno stile nuovo e che non assomiglia a nessun altro, un libro costruito copiando qua e là, plagiato su altri , specialmente la Bibbia, libro che si rivendica come parola di Dio e di cui si afferma essere stato dettato in circostanze soprannaturali, pur credendo caparbiamente nelle proprie menzogne per più di 20 anni, fino a farsi uccidere se necessario : Maometto ha perfettamente potuto farlo.

E' evidente che se per giunta si è vittima di turbe psichiche che provocano allucinazioni, che siano della vista o o dell'udito (oppure entrambe), si sarà davvero persuasi che si è in contatto diretto con Dio o uno dei suoi inviati !

Fra le ultime persone che hanno ricevuto delle « rivelazioni divine » di tipo maomettico, citeremo due casi in sequenza : Neale Donald Walsch e Marie-Lise Labonté.

Neale Donald WalschNeale Donald Walsch è americano, conversa direttamente con « Dio » dal 1993. Ha creato una fondazione e persiste nelle sue affermazioni, con successo, da abbastanza tempo per avere, anche lui, diritto al titolo di « profeta ». Tuttavia, non ha ancora compiuto i suoi vent'anni di apostolato come hanno fatto Maometto, Joseph Smith, « Fra Michele » Potay o Claude « Raël » Vorilhon ed è per questo che non abbiamo citato il suo caso.

Marie-Lise LabontéMarie-Lise Labonté è del Québec, lei riceve messaggi dall'Arcangelo Michele (il superiore gerarchico di Gabriele) dal 1998 durante stati di trance profonda. Qui pure, anche se è ciò che conviene chiamare un « profeta » (o piuttosto una « profetessa »), non abbiamo citato il suo caso perchè non ha nemmeno lei ancora compiuto i suoi 20 anni d'apostolato.

Si noterà che esistono dei casi davvero successi di persone che hanno delle « rivelazioni » di tipo Maomettico, sentono delle voci e/o hanno delle visioni ma che, contrariamente a Maometto, non le attribuiscono ad un sedicente « Angelo Gabriele » che detterebbe loro le parole di un sedicente « Allah Il Grande il solo Dio unico ». La maggior parte degli allucinati non producono niente di coerente ma alcuni si rivelano, letteralmente, dei veri artisti e, dall'oggi al domani, sono capaci di realizzare dei capolavori, anche se sono totalmente sprovvisti di formazione artistica.

Augustin Lesage Un caso celebre d'artista vittima di fortunate allucinazioni produttive è quello del pittore Augustin Lesage (1876 - 1954).
Si può ragionevolmente qualificare questo pittore come « Maometto della pittura » tanto la storia delle rivelazioni dei suoi quadri presenta numerosi punti comuni con la storia della rivelazione delle surate del profeta dell'islam.

logo URANTIA Come aneddoto, segnaleremo che non c'è nemmeno bisogno di chicchessia vittima di una qualunque allucinazione per produrre un libro veramente allucinante, ancora più inimitabile del Corano, e più voluminoso della Bibbia stessa : il libro d'Urantia è stato scritto da... chissà chi, chissà quando, chissà come.

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