Il Corano e l'Islam, studio storico e geopolitico > Successione
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chapitre 3

Una successione tumultuosa

 

La religione che deriva dalle pseudo-rivelazioni di Maometto non ha instaurato alcuna « autorità suprema » (papi, vescovi,concili,…)(28). Con l'eccezione del ramo sciita (29), l’islam non ha nemmeno clero strutturato. (30). Ma ciò non significa, lungi da ciò, che noi abbiamo a che fare con una religione disorganizzata. Al contrario, l’islam – identificandosi con l’Umma (la comunità) è stato all'origine d'una rivoluzione che ha largamente oltrepassato il quadro della vita religiosa. fu anche sociale, letteraria e politica. Ill monoteismo islamico ha imposto ai suoi adepti attitudini di natura tale da provocare vere « reazioni a catena » in tutti i campi della vita. Fu il risultato dell'applicazione d'una ideologia religiosa da parte di un popolo (i beduini d'arabia) il cui temperamento e i costumi spiegano il comportamento. Il temperamento fastidioso e bellicoso dei nomadi del deserto ebbe anche come effetto di generare numerosi scismi in seno all'islam e ciò, fin dai primi tempi. E queste dissidenze riguardavano più considerazioni politiche che divergenze religiose. Esse iniziarono appena la questione della successione di Maometto venne a porsi, cioè proprio dopo la sua morte.

In un primo momento, si designò il vecchio Abu Bakr ad essere il primo califfo. Era uno dei suoceri di Maometto e si sapeva che non gli restava più molto da vivere. Fu il solo, fra i primi dieci califfi, a morire di morte naturale. Non regnò in effetti sull'islam che due corti anni e il problema della successione non era ancora risolto. Il furbo Omar – l'uomo dell'ombra che aveva così abilmente manipolato Maometto per molti anni e che aveva presentato la candidatura del debole Abu Bakr – fece allora valere i suoi diritti al califfato.

Ancora più paradossale che Omar, il vecchio schiavo che una volta era stato incaricato di uccidere il profeta era un monumento di contraddizioni. Molto violento e imbevuto della sua personalità, aveva la « mania della grandezza » ma amava mostrare gusti semplici e costumi frugali. Si trovava già in lui la prefigurazione delle qualità e dei difetti dei grandi principi musulmani che regneranno sull'impero arabo. Le sue collere erano terribili e si afferma che aveva picchiato a morteil proprio figlio che lo accusava di essere ubriacone e immorale. Questo personaggio ambiguo fu assassinato da uno schiavo cristiano d'origine persiana, nel 644. Non aveva regnato sull'islam che per dieci anni.

Per succedergli, il partito dei Qurayshiti riuscì a far eleggere Othmàn. Era il nipote di Abu Sofiàn, il più implacabile nemico di Maometto. Fu l'inizio della reazione sperata dai « Mounafikîn » (falsi musulmani) che dopo aver tentato di distruggere gli effetti delle « rivelazioni » di Maometto, si sforzarono di attenuarne gli effetti sovversivi.

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carte de l’expansion arabo-musulmane, de l’hégire jusqu’à la chute des Ommayyades (622 à 750 de notre ère)
Carta dell'espansione arabo-musulmana, dell'Egira fino alla caduta degli Omayyadi (622 - 750 D.C.).

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carte de l’expansion de l’islam du XIe  siècle au XIIIe siècle.
Carta dell'espansione dell'islam dal XI° al XIII° secolo.

Oggi, i dirigenti arabi si sono rilanciati in una nuova guerra di conquista e ciò, grazie alle rendite del petrolio. Vogliono « islamizzare » il mondo e imporre la legge islamica a tutta la terra. Bisogna arrestare il progetto insensato di questi pazzi furiosi  !

il califfato di Othmàn si caratterizzò dunque con una vera caccia all'uomo che prendeva di mira i più fedeli partigiani di Maometto, quelli che si designava col nome di « discepoli del figlio d’Abdallah » per non pronunziare « Maometto », il nome detestato. Dopo i bagni di sangue ordinati dal « profeta », vennero i bagni di sangue ordinati dai suoi successori. E' sotto il califfato di Othmàn che fu pubblicata la Prima edizione del corano detto « ufficiale », un'edizione « epurata » e per lo meno curiosa (vedi lo studio analitico) rimasta valida fino ai giorni nostri. Questo califfo molto poco « ortodosso » fece adattare il corano alla sua politica. E' per questa ragione che fece sparire tutte le altre versioni del « libro rivelato ». Ma, curiosamente, è l'edizione di Othmàn che è diventata la versione ufficiale e ortodossa. E non è questo il più piccolo paradosso dell'islam.

Gli avvenimenti precipitarono ancora quando Ali, genero di Maometto, successe ad Othmàn, essendo questo stato ucciso durante una rivolta. Era il 656 e i « leggittimisti » pavesavano di nuovo. Il marito di Fatima avrebbe assunto una funzione che, secondo loro, era stata usurpata fino ad allora. Ma Alì non raccoglieva l'unanimità degli adepti della nuova religione. Già nel 664, quando una « commissione » di sei saggi era stata incaricata di provvedere alla sostituzione di Omar, Ali era stato scartato a vantaggio di Othmàn. Secondo i suoi avversari, rappresentava troppo bene la tradizione del primo islam, che era diventata incompatibile con la direzione del nuovo impero arabo che si era costituito dalla morte di Maometto. Tutto porta tuttavia a credere che questa opposizione mirava di più alla volontà di preservare dei privilegi acquisiti, privilegi che Alì avrebbe potuto compromettere, perchè era conosciuto come sensibile alle preoccupazioni degli oppressi. Il suo principale rivale fu Mu'àwiya, cugino di Othmàn e governatore della Siria.

Fu l'inizio dello scontro fra i due rami usciti dalla parentela di Maometto, quello degli Hashemiti (ramo detto « primogenito ») e quello degli Omayyadi (ramo cadetto).

Gli Omayyadi detenevano la potenza effettiva nel nuovo impero. E' nella provincia siriana, diretta da Mu'àwiya, che erano concentrate le truppe musulmane che dovevano lanciarsi verso nuove conquiste e specialmente verso i territori sotto il controllo bizantino. A Damasco, uno « spirito nuovo » cominciava ad affermarsi fra i musulmani. Essi vi avevano adottato le abitudini siriane, in particolare il consumo del vino e certi riti pagani. I vecchi avversari dell'islam avevano trovato rifugio in questo paese e potevano sfidare i « dottori della fede » nella completa impunità. Non era più di moda guardare i « compagni del profeta » come esseri intoccabili, quasi sacri.

Alì tentò tentò in un primo tempo di salvare la faccia. Sconfisse dapprima Talha e al-Zubayr e ciò, malgrado Aisha, la giovane vedova di Maometto (non aveva che sei anni al matrimonio con il profeta...), si fosse unita alla loro causa. Quanto a Mu'àwiya, fu più furbo e propose ad Alì di sottomettersi all'arbitraggio d’Odroh poi di rinunciare egli stesso ai suoi diritti. Il califfo in carica, fu così all'origine della defezione del clan dei « Kharijiti » (« uscenti ») e dell'indignazione dei suoi fedeli. Numerosi furono quelli che rifiutarono di accettare la sottomissione: essi formeranno il clan degli Sciiti e si ostineranno a vedere in Alì il più santo degli uomini e l'unico successore legittimo del profeta. E quando fu sgozzato (dai Kharijiti se si crede agli Sciiti), sarà innalzato al rango di « martire per eccellenza » dal mondo islamico.

La guerra dei clan era al suo parossismo. I kharijiti fecero assassinare i figli di Alì , Husayn e Hasan, che Maometto aveva tenuto sulle ginocchia. Si arrivò persino a far sgozzare Ibn Zahir - il primogenito dei Mohâdjirin – e furono assediati i fedeli rifugiati nel tempio della Ka’ba dove persistevano a vivere secondo i precetti del corano delle origini. Macchine da guerra furono utilizzate per praticare una breccia nel santuario. Questo farà scrivere a Renan che  : « … Fu uno strano scandalo quest'ultimo assedio della Mecca in cui si videro i musulmani della Siria incendiare i veli della Ka’ba e farla crollare sotto le pietre delle catapulte  ».


L’islam primevo finì dunque con una guerra fratricida generalizzata e con la morte del quarto califfo, il terzo ad essere stato assassinato. L’islam detto « legalista » era appena nato con la vittoria di Mu'àwiya. Mai una religione aveva visto il giorno in un tale clima di odio, in un tale bagno di sangue ! Dov'è dunque questo « islam pacifico » di cui ci riempiono le orecchie da qualche tempo ? Dov'è la famosa « età dell'oro » dei musulmani ?

 

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